Comunicato stampa. Raduni illegali: i Comuni sono la parte lesa. Servono prevenzione e strumenti adeguati.

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Data:

14 lug 26

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COMUNICATO STAMPA

 

Quello che si è verificato nei giorni scorsi non è stato un evento automobilistico, ma un raduno illegale, organizzato attraverso canali social riservati, che ha coinvolto migliaia di persone provenienti anche dall'estero e interessato diversi comuni del nostro territorio. Le immagini e i racconti di quelle ore hanno suscitato comprensibile preoccupazione e alimentato un acceso dibattito pubblico. Ritengo quindi doveroso intervenire per chiarire alcuni aspetti che non possono lasciare spazio ad alcun equivoco. Il Comune di Mazzano non ha organizzato, promosso o favorito questo evento: lo ha subito. Come ogni cittadino che quelle notti ha visto compromessa la propria sicurezza e la propria tranquillità, anche l'Amministrazione comunale è parte lesa. Abbiamo subito un'iniziativa illegale, pianificata altrove e riversata sul nostro territorio, con gravi disagi per la comunità e un concreto rischio per l'incolumità delle persone. Per questo motivo non intendo nemmeno soffermarmi sulle assurdità apparse in queste ore sui social network, dove qualcuno ha insinuato che un'Amministrazione pubblica possa anche solo immaginare di favorire o tollerare iniziative di questo tipo. Chi conosce il funzionamento di un Comune sa bene quanto sia infondata una simile ricostruzione. Desidero invece esprimere un sincero ringraziamento alla Polizia Locale, ai Carabinieri, alla Polizia di Stato e a tutte le Forze dell'Ordine intervenute. Hanno operato con professionalità, equilibrio e senso di responsabilità in una situazione estremamente complessa. Resta però un dato di fatto: fenomeni di questa portata non possono essere scaricati sulle Amministrazioni comunali. Quando migliaia di persone raggiungono un territorio seguendo indicazioni diffuse attraverso canali social riservati, modificando continuamente il luogo di ritrovo per eludere i controlli, siamo di fronte a un problema di ordine pubblico che richiede strumenti e competenze di livello nazionale e internazionale. Oggi la prevenzione passa anche dalla capacità di monitorare i canali digitali attraverso i quali questi raduni vengono organizzati. Un'attività di intelligence e di cooperazione tra le diverse autorità è ormai indispensabile per intercettare questi fenomeni prima che si riversino sui territori. La prevenzione è l'unica risposta realmente efficace: non possiamo limitarci a gestire l'emergenza quando migliaia di persone sono già presenti sul territorio. Rimane poi una riflessione che considero inevitabile. Fa meditare il fatto che persone dotate di importanti disponibilità economiche scelgano di impiegare il proprio tempo libero organizzando e partecipando a raduni illegali, mettendo a rischio la sicurezza degli altri e disturbando la tranquillità di intere comunità. Da comportamenti di questo genere non abbiamo nulla da imparare. Mi ha colpito anche la presenza di tanti giovani che osservavano queste esibizioni a pochi metri dalle auto. È un'immagine che deve interrogare tutti noi. Le istituzioni hanno il dovere di garantire la sicurezza, ma anche le famiglie hanno una responsabilità educativa fondamentale. Il rispetto delle regole, il valore della vita propria e altrui e il senso del limite sono principi che si costruiscono ogni giorno. Come Sindaco continuerò a rappresentare con determinazione questa esigenza in tutte le sedi istituzionali. Ai cittadini di Mazzano devo una promessa: fare tutto ciò che è nelle possibilità dell'Amministrazione comunale perché episodi come questo non si ripetano. Ma è altrettanto doveroso dire con chiarezza che i Comuni, da soli, non possono affrontare fenomeni di questa portata. Lo Stato deve fare la propria parte, investendo nella prevenzione, nel coordinamento tra le Forze dell'Ordine e in un'efficace attività di intelligence. La sicurezza dei cittadini e il rispetto della legalità non sono negoziabili. Mazzano continuerà a fare la propria parte, ma è arrivato il momento che ogni livello istituzionale faccia la propria, affinché episodi come questo non si ripetano più.

 

 

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